Stemma

Lo stemma di Ronco sopra Ascona rappresenta San Martino soldato che taglia in due il suo mantello con la spada per donarne metà ad un povero. La scelta di San Martino quale patrono di Ronco ed in seguito quale icona per lo stemma del villaggio, pare sia legata alla storia religiosa delle Isole di Brissago. Sull’Isola Maggiore infatti vi era una chiesetta dedicata a Sancti Martini de Insula. All’inizio del Duecento, alcune suore dette “Umiliate” vi si stabilirono e vi fondarono un convento. Come loro santo protettore scelsero però San Pancrazio invece che San Martino, al quale era stata fino ad allora dedicata la chiesetta dell’isola. Quest’ultimo fu così adottato come patrono da Ronco che gli dedicò la chiesa parrocchiale e lo scelse in seguito quale icona per il suo stemma in occasione del 150° anno dell’entrata del Cantone Ticino, nel 1803, nella Confederazione Svizzera. L’attuale raffigurazione di San Martino riportata sia sul gonfalone che sullo stemma ufficiale del Comune è ispirata ad un disegno del noto artista Richard Seewald, che a Ronco ha vissuto e lavorato. 

San Martino - La biografia

Martino nacque in Pannonia, l’odierna Ungheria, nell’anno 316 e fin da bambino mostrò grande interesse per il cristianesimo. All’età di 15 anni il padre lo costrinse ad arruolarsi nella guardia romana. A 18 anni, ottenuto dall’imperatore l’esonero dal servizio militare, si recò a Poitiers dal vescovo Ilario, dove completò la sua istruzione religiosa, venne battezzato ed ordinato sacerdote. La sua umiltà e carità hanno dato vita a varie leggende, tra cui quella che narra del famoso episodio del mantello dimezzato che si dice avvenuto ancor  prima del suo battesimo. Fino al 371, anno in cui venne nominato vescovo di Tours, visse da eremita ed anche in seguito continuò la sua vita semplice fatta di austerità e di rinunce. Tra le opere che portò a termine vanno ricordati il monastero di Ligugé, quello di Marmontier ed il convento di Tours. Martino morì a Candes l’11 novembre del 397 e fu sepolto nella cattedrale di Tours. La sua fama si diffuse a tal punto che la Francia lo adottò come patrono della nazione.

San Martino - La leggenda

E’ l’11 novembre ed è un giorno freddo e  piovoso. Martino galoppa sul suo cavallo avvolto nel suo mantello da soldato. Ad un certo punto sul suo cammino incontra un povero vecchio infreddolito coperto solo di pochi stracci. Martino vorrebbe aiutarlo dandogli del denaro ma non ne ha con sé, allora decide di tagliare il suo mantello con la spada offrendone metà al vecchio. Poco dopo, mentre galoppa felice per aver fatto questo gesto di carità, smette di piovere, il vento si calma, l’aria si fa mite e tra le nuvole spunta il sole. Da qui ecco il detto “l’estate di San Martino”. Giunta la notte Martino sogna poi Gesù che, con il mantello in mano, lo ringrazia per quel gesto di compassione. 

San Martino - La fiaccolata a Ronco


Ancora oggi l’11 novembre a Ronco, come accade in altre città europee come ad esempio Venezia, si festeggia San Martino patrono del paese. E’ tradizione che, al calar della sera, i bambini del villaggio facciano una fiaccolata, tenendo in mano una lanterna luminosa realizzata da loro stessi con della carta colorata. Accompagnati da genitori e parenti, i bambini percorrono i vicoli del nucleo storico cantando filastrocche. Questa piccola “processione”  fatta di luci colorate e rallegrata dalle voci e dai canti dei nostri piccoli ronchesi è davvero molto suggestiva (vedi anche Eventi fissi a Ronco s. Ascona).