Archivio Autore: Alice Roobbiani

i Cugnò

Luogo a valle della Purèra, lungo il corso d’acqua. Una volta era caratterizzato da prato, oggi è bosco. Il nome si riferisce alla configurazione del terreno e deriva dal latino cuneus ‘cuneo’, con il suffisso diminutivo -olus, a indicare una particolare conformazione del terreno.

el Feriòll

Prato sotto il sentiero di Cassína, un tempo legato della parrocchia. L’informante Angelina Pantellini ricorda il detto: ‘se cominciano a segar fieno in Feriòll viene a piovere’. Codaghengo cita un san Feriolo, vissuto nel terzo secolo dopo Cristo, e molto venerato nella nostra regione dal tredicesimo fino al sedicesimo secolo. Secondo l’autore, l’alto bacino del lago Maggiore, il Bellinzonese e la bassa valle Maggia erano territori occupati nell’ottavo secolo dopo Cristo dai Merovingi, che precedettero i Carolingi. Ad essi è da attribuire l’introduzione del culto di Ferreolus o Feriolo. Feriolo è anche uno dei santi venerati in particolar modo in Toscana.

in Cassína

Pezzo di prato ove si dice puramente a Casina. Monte di notevole importanza, con terreni che raggiungono il limite della valle della Brima, nel territorio comunale di Ascona. Apparteneva a vari proprietari: i Sciavetítt, famiglia di Candida Spigaglia, Federico Carrara, i Pastícch (Cadario), i Poroli Chidini. Vi sorgono una decina di caselle riattate.

i Gèrbi / i Sgírbi

Luogo appena al di là del corso d’acqua che si trova al limite orientale dell’insediamento di Sc-ciavárd. CTMar lo localizza a ovest, a valle dell’abitato. I nostri informanti sostengono per contro che tutta la fascia sotto Sc-ciavárd fin verso lo Zúcher era un tempo incolta. Gèrbi è un toponimo frequente e indica una zona incolta. I Sgírbi erano terreni accidentati. Non era possibile un loro sfruttamento a prato, per cui l’unico usufrutto era il taglio di un po’ d’erba con la mèdola.

el Sass Tampurív

Piccola cima a monte del Casón. Tamporív è un termine dialettale usato per i prodotti agricoli e indica un prodotto precoce, primaticcio. Sorprende l’uso di tale denominazione in questo luogo e il nome potrebbe indicare forse il primo punto dove batte il sole la mattina, come ritenuto da Gilardoni

al Fontanone

Primo termine di confine al Fontanone poco lungi dal confine di Brissago. Denominazione oggi sconosciuta. Il documento da cui è tratta l’attestazione si riferisce alla terminazione del Bosco Faedone e il testo suggerisce che il toponimo indicasse un luogo lungo il confine con il comune di Ascona. Con ogni probabilità si tratta del termine dove si congiungono i territori comunali di Ronco, Ascona e Brissago, sul versante verso le Centovalli, dove nasce un corso d’acqua.